L’isolamento sociale del cane: un problema da conoscere

Isolamento sociale

Avere tanto spazio a disposizione per correre e giocare è davvero il paradiso per il tuo cane?

Forse. In molti casi, no.

E’ vero, i cani hanno bisogno di muoversi, sfogarsi, fare attività fisica. E’ importante per la loro salute e per evitare lo stress, che può dar luogo a problemi comportamentali.

Ma se avere a disposizione molto spazio significa passare il tempo in solitudine, allora tutto cambia.

Purtroppo, questo capita più spesso di quanto pensiamo.

Siamo portati a credere che il nostro cane stia bene solo perché ha magari un grande giardino per far quello che vuole, e poi ci stupiamo quando lo troviamo fermo, vicino all’ingresso, ignorando completamente tutto quello spazio che noi consideravamo “il suo paradiso”.

Siccome i fatti contano più di mille teorie, te lo racconto con la storia di una signora che è venuta nel mio centro cinofilo, con un pastore tedesco di 3 anni di nome Kira.

I problemi che mi ha esposto sono comuni a tanti altri: il suo cane tira come un dannato durante le passeggiate, se prova a liberarlo scappa senza ascoltare il richiamo, e le ha letteralmente distrutto il giardino.

Questo grande giardino, doveva essere un “paradiso” per Kira, che poteva correre e giocare… secondo lei.

Ma le cose andavano diversamente: Kira passava le giornate appiccicato alla porta, cercando il suo proprietario, oppure scavando buche e distruggendo il giardino e trasformandolo in un campo di guerra.

Quando Simona è venuta al mio centro cinofilo e mi ha esposto il problema, mi sono venuti in mente tutti i poveri cani (e proprietari) che si trovano nella stessa situazione…

…e ho pensato a quanto starebbero meglio, e quanti problemi in meno avrebbero, se sapessero come comportarsi in queste occasioni.

Ma quindi, come abbiamo risolto?

Ecco 4 punti in particolare che devi tenere a mente anche tu se sei in una situazione simile:

  • Il pastore tedesco non è un cane da guardia ma un cane da pastore, e pertanto deve vivere in simbiosi con il suo proprietario. DEVI conoscere il tuo cane!
  • E’ importante inserire il cane in casa, in maniera graduale: 5 minuti in più al giorno fanno la differenza.
  • Il gioco: si gioca FUORI dal giardino, in posti diversi, portandosi magari delle palline.
  • I comandi: insegnare i comandi è importantissimo per tanti motivi. Si crea un rapporto decisamente migliore, il cane è soddisfatto perché fa qualcosa di divertente con noi, si sente parte della famiglia, e in questo modo il cane si stanca anche mentalmente.

Se metti in pratica anche solo questi consigli, vedrai che anche partendo da una situazione “tragica”, avrai ottimi risultati nel giro di qualche giorno.

 

L’isolamento sociale: cos’è e perché devi assolutamente evitarlo

Il grosso errore è pensare che dal momento che si ha spazio a disposizione, basta mettere una cuccia in giardino e il cane sarà felice.

Ora, mi rendo conto che spesso la situazione non è semplice. Molti lavorano e, chi più chi meno, tutti abbiamo impegni durante la giornata.

Il primo passo allora, sapendo anche quali sono le tue possibilità di essere presente in casa, è la scelta del cane.

Non puoi scegliere la razza del tuo prossimo cane per moda o (solo) per questioni estetiche, ma primariamente deve essere COMPATIBILE con il grado di attenzioni che sarai in grado di dargli.

Cosa intendo?

Che se sai già che passerai molto tempo fuori casa, o comunque lontano dal tuo cane, non puoi commettere lo stesso errore di Simona e scegliere un cane che ha bisogno di un contatto costante con il suo proprietario.

Ad esempio, un maremmano, un pastore del Caucaso, sono cani da guardia che sono stati selezionati per procurarsi da mangiare da soli e vivere da soli con le pecore, e quindi creerebbero molti meno problemi da questo punto di vista.

Tuttavia, sono razze che presentano altre controindicazioni che bisogna conoscere ed essere in grado di gestire, questa volta dal punto di vista della sicurezza.

Quindi la regola numero 1 che non puoi dimenticare è scegliere un cane che sia davvero compatibile con la tua situazione e il tuo stile di vita attuale.

Ma, al di là di queste poche razze in grado di gestire meglio la solitudine…

 

L’isolamento sociale è il torto più grosso che tu possa fare al tuo cane

Non stiamo parlando di problemini secondari, che non si vedono.

Solo perché se ne parla troppo poco, e non vengono presi in considerazione fin dall’inizio (e spesso si è mal consigliati nel momento dell’adozione), non significa che siano meno importanti.

Al contrario, l’isolamento sociale compromette indirettamente anche l’educazione del cane.

Quante volte ho percepito, anche se non mi è stato detto direttamente, sentendo parlare chi ha frequentato il mio centro cinofilo, pensieri del tipo “Eh lo so che dovrei portarlo fuori, ma tanto ha il giardino, intanto può correre lì…”.

E intanto, non socializza con gli altri cani. Non socializza con le persone. Non impara i comandi.

Sì, magari ci si gioca un po’, quando si hanno 5 minuti, ma questo non è sufficiente.

Il cane deve almeno uscire dal giardino una volta al giorno, avere la possibilità di annusare e socializzare con cani e persone.

Infatti, dopo aver dedicato più di 10 anni a questo lavoro e aver visto decine (o forse centinaia) di situazioni del genere, mi sento di dire che…

Forse sono più fortunati i cani che stanno appartamento!

Magari prima di leggere questo articolo, questa frase ti sarebbe suonata strana. Però adesso, comincia a prendere senso.

Se un cane vive in appartamento, i proprietari sono costretti a portali fuori per fare i bisogni, e dividendo costantemente gli stessi ambienti si instaura un rapporto molto forte.

 

Isolamento sociale: c’è anche di peggio?

L’isolamento sociale non è diverso dal maltrattamento.

Se il maltrattamento è provoca danni fisici ed è visibile, l’isolamento sociale provoca stress, che può degenerare in episodi di aggressività e automutilazione (come ti racconto tra poche righe).

C’è di peggio rispetto a quello che abbiamo detto finora, ed è isolare il cane in uno spazio ristretto come un terrazzo, un box… o ancora peggio tenerlo legato ad una catena in giardino.

Un altro caso che mi è capitato, abbastanza eclatante, è stato con un Kurzhhaar di nome Maya, con il suo proprietario che si chiama Enzo (nome di fantastia per la privacy).

Enzo voleva entrare a fare parte della mia squadra Unità Cinofile da Soccorso Angels con la Protezione Civile.

Appena ho visto il cane, ho capito che aveva qualche problema perché gli mancava il pelo su alcuni punti delle dita delle zampe e delle mancanze di pelo sulla schiena ai lati.

Ho subito dedotto che questo cane stesse in un box. Me l’ha confermato, precisando che il box non si trovasse nemmeno nelle vicinanze della casa.

Ho quindi ribadito che prima di fare attività sportiva doveva cambiare alcune regole di gestione.

Per prima cosa, abbiamo cambiato il tipo di crocchette, che erano di bassa qualità e di certo non andavano a garantire la salute del cane.

E ancora più importante, abbiamo spostato il box praticamente sotto casa, in modo che Enzo potesse andare a trovare il suo cane più volte durante il giorno.

Oggi Enzo e Maya hanno un rapporto fantastico, ma sopratutto il cane ha un pelo perfetto e non si ferisce più, perché la causa (eccessivo stress per via dell’isolamento e della lontananza) è stata eliminata.

Oggi seguono un percorso per cane da Soccorso e fa Canicross (una disciplina sportiva), ma soprattutto passano molto più tempo insieme (la porta anche in vacanza).

Conclusione

Spero che il messaggio sia arrivato e, se hai letto l’articolo e sei in una situazione simile a quella di Simona o Enzo, tu possa fare qualcosa per riavvicinare il tuo cane.

Se invece sei lontano da una situazione simile, penso che sia importante comunque diffondere il messaggio per fare in modo che questo problema invisibile, l’isolamento sociale, venga capito e riconosciuto da più proprietari possibile.

Ricorda, al tuo cane non servono a nulla due ettari di terreno, se tu non ci sei.

Se pensi pensa essere utile, condividi questo articolo su Facebook con il pulsante blu qui sotto.

A presto!

Cinzia Signoretti
Educatrice Cinofila Certificata
Creatrice di Fantasticane

Leave a Reply